Rosita Peverelli

Inizia il suo percorso artistico con la pittura (olii, acquarelli), per poi dedicarsi quasi esclusivamente alla scultura. Le sue opere sono realizzate in terracotta, bronzo, legno e carta. Privilegia la figura femminile e i gruppi. Ha pure realizzato diverse opere a soggetto sacro. Nella ricerca attorno alla figura femminile ha seguito un percorso verso una sempre più marcata astrazione delle forme, più evidente nelle ultime opere, in particolare in quelle in legno. A volte accompagna le sculture con disegni e incisioni. Ha frequentato per diversi anni la scuola dello scultore Oreste Quattrini a Varese. Lavora nel proprio atelier a Tesserete.



“La scultura di Rosita Peverelli tra figurazione e astrazione”


L’arte di Rosita Peverelli nasce umile, e tale resta negli anni. Non solo nel senso etimologico del termine, dato che gran parte delle sue sculture sono materialmente fatte di terra (in latino, humus); ma anche perché le sue figure restano saldamente ancorate alla terra e portano in sé la quotidianità di tutti i giorni, anche se poi aspirano ad elevarla verso orizzonti più vasti, tendendo quasi ad innalzarsi. Vi si aggiunga, inoltre, una motivazione d’ordine culturale, evidentissima: che la Peverelli non intende sbancare il tavolo della modernità imponendosi per eccentricità di linguaggi, opera invece nel solco di una lunga tradizione e nella continuità di un rituale antico, assolutamente fuori moda, com’è quello di chi lavora la terra, la incide e plasma e poi la cuoce la fuoco: ma per immettere nella materia morta un soffio di vita. Si potrebbe dire che, con la sua opera e nella sua opera, l’artista aspiri a ricomporre la vistosa frattura che si è creata nel tempo tra un’arte millenaria, che era anche un nobile mestiere, e le forme o i linguaggi non di rado dirompenti della contemporaneità, ritornando idealmente a quella classicità che cercava ordine, senso e misura nelle forme, nelle pose, nei gesti. Ciò che caratterizza la sua scultura è, infatti, la ricerca di una sintesi tra il dato in apparenza squisitamente naturalistico e fenomenico del soggetto o dei soggetti colti in momenti di vita, ed il portato spirituale o quantomeno espressivo incarnato negli loro atteggiamenti rivelatori spesso di una dimensione interiore. Come dire che, quand’anche fa figura, la Peverelli ha comunque in sé anche un’intenzione astrattiva ed emozionale che va oltre la semplice rappresentazione, e punta invece a far sì che il modo stesso in cui è atteggiata la figura, il suo inarcarsi, divenga prolungamento di una risonanza emotiva, rivelazione di un’aspirazione o di un’attesa. Elementi immateriali dello spirito, quindi, non del corpo. Si capiscono così le due anime della sua scultura, sempre in bilico tra figurazione e astrazione: che talora convivono nella stessa opera, mentre tal’altra si manifestano separatamente, a passi alterni. Ma come i due volti di una stessa realtà vista in luce o in controluce, poli all’interno di uno stesso diapason espressivo, derivando entrambe da una stessa radice: fatta di corpo ed anima, di materia e di spirito, di elementi concreti ma anche di trascendenza e immaterialità. Da qui il suo pendolarismo ricorrente che ci dice del suo bisogno di andare anche oltre la figura, per arrivare alla pura forma: astratta, disincarnata dal reale, libera di palesare solo se stessa e le aspirazioni delle sue ritmiche movenze. Come dimostrano le sue recenti grandi sculture in legno: tronchi sagomati e scavati in forme astratte e fluenti, musicali, scanditi – in contrappunto – da lineari o geometrici interventi di colore.



Claudio Guarda



Esposizioni

• 1998 Simposio di scultura alle cave di marmo, Arzo 
• 2000 “Sonsart”, Comerio (Italia) 
• 2001 Laveno Mombello (Italia)
   2001 Banca Raiffeisen, Rivera
   2001 “Visioni d’Avvento”, Casa dei Landfogti, Rivera
• 2002 Luino (Italia)
   2002 Caldè (Italia)
   2002 Chiesa Santa Croce, Vacallo 
• 2003 “La tradizione del cotto”, Galleria il Cavedio, Varese (Italia)
   2003 “Bike in Art”, Casa dei Landfogti, Rivera
   2003 Casa dei Landfogti, Rivera
   2003 Convento Santa Maria, Bigorio
• 2004 Ristorante Montalbano, Stabio
   2004 Esposizione veicoli d’epoca Città di Lugano, Pregassona
   2004 Chiesa S. Abbondio, Gentilino
• 2005 Galérie des Artistes, Nyon
   2005 Casa Battaglini, Cagiallo 
   2005 HEC Exécutive Education, Jouy en Josas, Parigi (Francia)
• 2006 Galérie Kiron Espace, Parigi (Francia) 
   2006 Clinica psichiatrica cantonale, Mendrisio 
   2006 Finter Bank Zürich, Chiasso 
   2006 Convento Santa Maria, Bigorio
• 2007 Chiesa San Rocco, Ponte Capriasca 
   2007 “Visarte per Franscini, Franscini per Visarte” Museo civico di belle arti, Villa Ciani, Lugano 
   2007 “Nuovi soci attivi Visarte”, Spazio Officina, Chiasso 
   2007 “Oltre l’argilla”, insARTes, Villa Frua, Laveno Mombello (Italia) 
   2007 “Oltre l’argilla”, insARTes, Palazzo comunale, Riva San Vitale
• 2008 “Resurrezione”, Ossario Chiesa di San Mamete, Mezzovico 
• 2009 Concorso “Blitzarte Chicco d’Oro”, Balerna 
• 2010 “Oltre l’argilla”, insARTes, Galleria il Pozzo, Bellinzona
   2010 “Tracce nella materia”, Sala San Rocco, Quartiere Maghetti, Lugano
• 2011 “Le porte del cielo”, Monumento San Giovanni Battista, Gnosca e corte del Municipio di Bellinzona
• 2011 “Interventi”,Visarte, Museo civico e archeologico Castello Visconteo, Locarno.


Bibliografia

- “Bike in Art”, catalogo mostra collettiva, Casa dei Landfogti, Rivera, 2003, testo di Dalmazio Ambrosioni
- “BSculture”, catalogo mostra personale, Casa dei Landfogti, Rivera, 2003, testo di Dalmazio Ambrosioni
- Locandina mostra personale Ristorante Montalbano Stabio, 2004, testo di Dalmazio Ambrosioni
- Rivista di Lugano 3 settembre 2004, testo di Adriano Morandi
- “Figure di terra”, catalogo mostra personale, Casa Battaglini, Cagiallo, 2005, testo di Claudio Guarda
- La materia morbida, in Ticino Management n. 10 ottobre 2005, testo di Gianni Mollisi
- “Forme e colori”, mostra Oratorio San Rocco, Ponte Capriasca, 2007, testo di Dalmazio Ambrosioni
- Catalogo mostra nuovi soci attivi Visarte 2007, Spazio Officina, Chiasso
- “Nove artisti allo Spazio Officina”, in La Regione 26 maggio 2007
- “Oltre l’argilla”, InsARTes, mostra collettiva in Villa Frua, Laveno Mombello, 2007, Catalogo Vito Noto
- Catalogo mostra collettiva “Visarte per Franscini, Franscini per Visarte”, Villa Ciani, Lugano, 2007
- Rosita, l’arte declinata al femminile, in La Regione 7 maggio 2010, testo di Sara Rossi
- Art Book 2010, “La scultura di Rosita Peverelli tra figurazione e astrazione”, testo di Claudio Guarda

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